TESTIMONIANZA ALE.

Da sempre mi sono sentita attratta dal mondo sotterraneo e invisibile dei senzatetto. Vedere tutta questa gente ai bordi delle strade a guardare dal basso la vita che gli scorre imperterrita davanti senza neanche accorgersi di loro, mi da una sensazione di impotenza e sconforto. Anche loro hanno il diritto di vivere quella vita al pari di tutti noi. Prima di conoscere Jenny avevo un immagine distorta di questo mondo: associavo i senzatetto a persone che per scelta decidevano di sottrarsi a questo sistema sociale imposto che non condividevano, vedendo in quests scelta una prova di libertà e di coraggio. Quando ho conosciuto Jenny, ho iniziato ad andare con lei nelle strade
e nelle Stazioni principali di Milano, e l’immagine che mi ero fatta di questo mondo è stata completamente stravolta. Il contatto diretto con questa realtà mi ha reso consapevole della profonda sofferenza che c’è dietro questa scelta, dettata nelle quali queste persone si trovano coinvolte: padri separati dalle mogli con uno stipendio che basta sppena al mantenimento della famiglia, anziani che non riescono a mantenere un affitto con la sola pensione e passano le notti a dormire seduti dentro agli autobus in movimento, ragazzi giovanissimi cresciuti senza una famiglia integra alle spalle, frammentati, senza speranza, senza futuro. E’ una tragedia che vive ogni giorno davanti ai nostri occhi,
ma che spesso è più facile negare. Il nostro è un sistema politico e sociale non equo, malfunzionante, e ognuno di noi ha il dovere morale di dare il proprio contributo per come può. Non ho la pretesa  di risolvere questa situazione con il mio contributo.. ma condivido fortemente il pensiero di Madre Teresa di Calcutta: “Quello che facciamo è solo una goccia nell’oceano, ma se non lo facessimo l’oceano avrebbe una goccia in meno”.